Chi sono

Piacere,
io sono Angela!

Ci sono persone che sin da piccole sanno già chi vogliono diventare. Io, invece, non ho sempre saputo cosa avrei fatto da grande.

Ho frequentato il liceo classico e, arrivata all’università, mi sono trovata per la prima volta a confrontarmi con materie scientifiche che non avevo mai approfondito davvero.

È stata una sfida!

Ed è stato anche l’inizio di un percorso che, attraverso le esperienze che ho vissuto, mi ha aiutata a capire chi volevo essere.

Gli anni universitari sono stati importanti soprattutto per quello che è cambiato dentro di me. Lasciare casa e confrontarmi con una realtà completamente nuova mi ha portata a mettere in discussione tante cose, compreso il mio rapporto con il cibo e il modo in cui mi prendevo cura della mia salute.

Ero cresciuta con l’idea che esistessero cibi giusti e cibi sbagliati, poco abituata ad ascoltare i segnali del mio corpo e molto più abituata a controllarli, per paura che qualcosa potesse non andare.

Al secondo anno di università, in un periodo per me particolarmente impegnativo, ho iniziato a soffrire di reflusso, insonnia e problemi intestinali.

Con il tempo avevo imparato quasi a non sentirli più: ci convivevo e cercavo di metterli a tacere, invece di chiedermi davvero che cosa stessero cercando di dirmi.

Pensavo di prendermi cura di me perché cercavo di “mangiare bene“.
In realtà ero ancora dentro la stessa logica di sempre: regole rigide e alimenti da evitare, convinta che certi alimenti potessero essere responsabili del mio malessere.

Durante quel periodo ho avuto anche un ricovero d’urgenza per un’infiammazione acuta piuttosto seria. Si è risolta nel giro di una settimana, ma ricordo bene quanto mi abbia turbata e quanto mi sia sentita fragile e spaventata.
Quell’esperienza mi ha fatto capire che, nel tentativo di prendermi cura di me, non mi stavo davvero ascoltando.
Non avevo ancora le risposte che cercavo, ma avevo iniziato a farmi domande diverse.

Ho cominciato così,
un passo alla volta, a riconoscere le sensazioni del mio corpo e a dare più spazio ai suoi segnali.
È stato un cambiamento graduale che, insieme a quello che studiavo, ha contribuito a costruire il mio modo di guardare alla nutrizione.

Dopo l’università, ho lavorato per due anni come informatrice farmaceutica.

Entrando ogni giorno negli ambulatori medici e avendo modo di conoscere da vicino le storie di tanti pazienti, ho riconosciuto spesso un meccanismo che avevo vissuto anch’io: ci occupiamo della nostra salute quando un problema diventa difficile da ignorare e, a quel punto, cerchiamo soprattutto una soluzione immediata.

Un farmaco può essere fondamentale per stare meglio e per gestire una condizione di salute.
Ma non tutto nasce all’improvviso: molti problemi di salute si sviluppano nel tempo, attraverso il modo in cui mangiamo, dormiamo, ci muoviamo e viviamo la nostra quotidianità.

È anche da qui che è nato il desiderio di dedicarmi alla nutrizione come professione, mettendo a disposizione degli altri ciò che ho imparato attraverso il mio vissuto, oltre che nel mio percorso di studi e professionale.

Per me la nutrizione non è una parentesi di rinunce e sacrifici per perdere peso. È un modo concreto di prendersi cura di sé e della propria salute attraverso il cibo e le abitudini quotidiane.

Credo nella costruzione di abitudini che possano durare nel tempo. Gusto, piacere e convivialità fanno parte della dieta, così come la flessibilità necessaria per vivere anche le giornate meno semplici.

Il cambiamento non avviene dall’oggi al domani: nasce da piccole scelte che, con continuità, diventano parte della nostra vita.

E proprio per questo non credo che serva aspettare il momento perfetto per iniziare.
Ci saranno sempre giornate piene, imprevisti e periodi più difficili.
Si può partire da dove si è oggi e capire strada facendo ciò che serve.

Una maratona, dopotutto, comincia sempre da un singolo passo.

Se le mie parole ti risuonano e condividi questa visione, sono qui per aiutarti a realizzare il cambiamento che desideri.

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